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In un’età compresa tra i 10 e i 13 anni i ragazzi non sono più bambini, ma non ancora adolescenti, e durante questo periodo di transizione si trovano ad affrontare diverse nuove sfide.

La preadolescenza è caratterizzata da una serie di cambiamenti e compiti da affrontare: si tratta infatti di affrontare una ristrutturazione dell’identità corporea, un consolidamento delle condotte di genere ed una maggiore spinta all’autonomizzazione dalla famiglia, segnalata spesso dal desiderio di muoversi e di esplorare spazi nuovi.

Gli eventi corporei tipici della preadolescenza sono anche quelli che coinvolgono più intensamente i ragazzi dal punto di vista emotivo. I cambiamenti nell’aspetto fisico, inoltre, influenzano profondamente l’immagine di sé, l’autostima ed il modo di rapportarsi agli altri ed al gruppo dei pari.

Le difficoltà possono essere proprio legate al fatto di sentirsi un “pesce fuor d’acqua” e  l’ingresso nella scuola media può attivare sentimenti di estraneità e disagio difficile da gestire. Spesso il preadolescente arriva al primo colloquio per motivi “di superficie” segnalati dai genitori: rendimento scolastico, irritabilità, comportamenti incomprensibili.

La terapia può essere l’occasione concreta per avere uno spazio personale e intimo dove raccontarsi e capire il proprio mondo interno, dandone un senso nuovo con l’aiuto di un adulto competente e esterno alle dinamiche familiari.

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