Bambini super occupati: l’agenda piena è controproducente

In Psicologia Clinica, Psicologia Clinica Infanzia, Psicologia Clinica Preadolescenti di Centro PSY

Impegni extra scolastici dei bambini

I bambini che vivono in questi tempi, nella maggior parte dei casi, trascorrono la vita passando da un impegno all’altro.

Innanzitutto la scuola, spesso a tempo pieno, poi tutta la sequenza delle attività extra scolastiche, che comprendono sport, catechismo, corsi di musica, teatro, pittura, lezioni per imparare lingue straniere oppure informatica, senza dimenticare la partecipazione a feste di compleanno ed impegni con amici e compagni di scuola.

Questo surplus di attività condiziona in maniera evidente, e probabilmente eccessiva, la vita dei bambini che spesso preferirebbero un poco di pace.

Infatti poter disporre di una manciata di tempo libero per allentare i ritmi frenetici che si susseguono, diventa una semplice utopia.

Significato delle attività organizzate nella vita del bambino

L’obiettivo che i genitori si prefiggono è quello di proporre ai propri figli il maggior numero possibile di stimolazioni allo scopo di offrire loro gli strumenti migliori per affrontare la vita.

L’illusione è che un bambino iperstimolato diventerà un adulto sicuro di sé, insomma un “vincente” in grado di affermare la sua personalità in un mondo sempre più competitivo.

Ma, se stimolare adeguatamente un figlio rappresenta di sicuro un’esperienza positiva, sovraccaricarlo di impegni potrebbe diventare controproducente. Infatti affrontare troppe attività extra scolastiche richiede un dispendio di energie e di attenzione che spesso il bambino non è in grado di sostenere, e che lo rende stanco, distratto e stressato.

Manifestazioni psico-emotive dei bambini troppo impegnati

Quando le aspettative e le pretese dei genitori diventano eccessive, ed i figli non riescono più a sostenerle, possono subentrare in loro delle chiare manifestazioni di disagio, che un adulto attento dovrebbe saper riconoscere.

Si notano infatti episodi di irritabilità, nervosismo, scarsa concentrazione a scuola fino ad arrivare a veri disturbi di natura psicosomatica come: cattiva digestione, dolori alla pancia, mal di testa, faticabilità, incubi.

Inoltre, a livello emotivo, a causa del continuo desiderio di accontentare le aspettative dei genitori, i bambini possono sentirsi oberati da una pressione eccessiva che li spingono a rinchiudersi in loro  stessi, ed a sviluppare un’evidente insicurezza unita ad ansia da prestazione.

Spesso sviluppano una dipendenza psicologica dai genitori, visti come figure di riferimento incontestabili, le cui decisioni diventano dei doveri.

Nel momento in cui vengono a mancare le loro abituali ed eccessive stimolazioni, se sono lasciati soli ad organizzare il loro tempo, i bambini iper-stimolati possono mostrarsi incapaci di gestire la situazione, manifestando una grande frustrazione per la loro fragilità emotiva.

Può subentrare allora un comportamento di tipo reattivo, caratterizzato da ribellione, atteggiamenti di sfida, irrequietezza ed iperattività motoria, causati dall’ evidente necessità di poter disporre sempre di nuove proposte, di esperienze più eccitanti e coinvolgenti.

Quali rimedi possibili?

Innanzitutto i genitori possono tenere conto dei reali desideri dei figli ed accontentarli nella scelta delle loro attività, assecondandone le predisposizioni e le preferenze.

A tal proposito risulta di fondamentale importanza ascoltarli ed instaurare con loro un dialogo costruttivo.

Inoltre è giusto che gli impegni non siano troppi, ma lascino libere alcune ore della giornata, magari destinate a fare qualcosa in comune: il solo fatto di poter condividere delle esperienze con i genitori è per i figli motivo di grande appagamento.

Anche il tempo libero è molto utile ai bambini in quanto consente loro di allontanare la pressione e di rilassarsi, anche annoiandosi.

Spesso i genitori trasmettono ai figli un vero e proprio terrore della noia, invece questa sensazione, unita all’inattività, agisce come potente motore per lo sviluppo della creatività, dato che stimola le potenziali attitudini dei bambini.

I momenti di pausa non devono essere intesi come un vuoto ed un fallimento, ma sono essenziali per sviluppare serenamente l’equilibrio: permettono ai bambini di esplorare il loro mondo interiore, capire quali siano i loro interessi, ambizioni e desideri, elaborare le proprie emozioni, prendendo decisioni autonome e ponderate.

 

Dr. Roberto Prattichizzo

Psicologo Clinico – Psicoterapeuta

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