Educazione sessuale a scuola: l’esempio dell’Olanda

In Psicologia Clinica Adolescenti, Psicologia Clinica Famiglia, Psicologia Clinica Infanzia, Psicologia Clinica Preadolescenti di Centro PSY

L’Olanda, un paese all’avanguardia sotto molti aspetti, ha istituito una settimana obbligatoria  di educazione sessuale presso le scuole materne. Organizzata in tutti gli istituti, offre ai bambini in tenera età la possibilità di approcciarsi alle tematiche sessuali e dell’affettività.

“Educazione sessuale onnicomprensiva”

Questo programma prosegue per tutto il percorso della scuola dell’obbligo, trattando differenti tematiche in base all’età dei frequentatori.

Il progetto prende il nome di “educazione sessuale onnicomprensiva“, riconosciuta dall’ONU nel rispetto dei diritti umani ed approvata anche dal Comitato sui Diritti del Fanciullo.

Le finalità che si propone questo programma sono quelle di offrire al bambino un giusto contatto con i bisogni fisiologici dell’organismo, come sono appunto quelli sessuali.

Può risultare inconcepibile coniugare la parola “sesso” con la parola “bambino”, in quanto la loro purezza sembra essere un valore da preservare incontaminato il più a lungo possibile.

In realtà i bambini, pur nel loro candore, ad un certo punto della loro esistenza iniziano a fare e farsi delle domande inerenti la vita sessuale dei genitori. Questo soprattutto in seguito alla nascita di un fratellino, evento che stimola particolarmente la loro curiosità.

In Italia i programmi sull’educazione sessuale vengono di solito osteggiati, tramite la non obbligatorietà della frequenza a tali corsi.

A tal proposito, spetta alle famiglie affrontare, a volte con imbarazzo, le tematiche inerenti il sesso e l’affettività fin dai primi anni di vita dei bambini.

Ruolo della scuola nell’educazione sessuale

Secondo alcuni osservatori, affidare unicamente alla famiglia il compito di educare sessualmente i loro figli rischia di relegare la sessualità ad una questione privata, con la possibilità che tale argomento non si tratti affatto.

Pertanto ritorna valido il discorso di un’educazione sessuale in ambito scolastico, partendo dal presupposto che la scuola può svolgere un ruolo di grande incisività nel trattare tematiche inerenti:

  • la struttura anatomica;
  • la gravidanza;
  • la prevenzione dell’insorgenza di malattie sessualmente trasmissibili.

Anche in questo campo l’Olanda rappresenta un esempio da seguire. In seguito alla divulgazione delle nozioni sulla vita sessuale si è verificato il più basso tasso di gravidanze adolescenziali presenti in Europa.

Tenere nascoste tali evidenze non solo non è di alcuna utilità, ma può addirittura creare un’alterata percezione della realtà.

Conseguenze della mancata educazione sessuale nelle scuole

La mancanza di un programma di educazione sessuale scolastico ha provocato e continua a provocare conseguenze estremamente negative.

In Italia si nota una progressiva diminuzione nella vendita dei profilattici con conseguente incremento di patologie trasmissibili sessualmente tra cui sifilide, gonorrea ed HIV.

In seguito alla disinformazione sessuale gli adolescenti sono sempre più attratti dal genere porno. Secondo alcune ricerche scientifiche, oltre il 70% dei quattordicenni viene regolarmente a contatto con materiale pornografico online.

Questa pericolosa tendenza avviene senza le necessarie cognizioni scientifiche e soprattutto senza alcuna capacità di capire quello che viene offerto sullo schermo del computer.

Per questo motivo, l’UNESCO ha sottolineato frequentemente l’importanza di rendere obbligatori i corsi di educazione sessuale scolastica, secondo il concetto di “conoscere è potere”, poiché l’oscurantismo non porta mai a nessuna conseguenza positiva.

 

Dr. Roberto Prattichizzo

Psicologo Clinico – Psicoterapeuta

Dr. Simone Ferrazzo

Psicologo Clinico

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