Quando il lavoro invade in maniera eccessiva la vita

In Psicologia Clinica Adulti, Psicologia del Lavoro di Centro PSY

L’attività lavorativa rappresenta una realtà che spesso invade in maniera eccessiva la vita. A volte può risultare difficile “staccare la spina” e dimenticare le preoccupazioni  collegate alla professione.

 

Realtà lavorativa e realtà esistenziale

Nella vita di ogni persona esistono differenti realtà: famigliare, professionale, interpersonale e ludica.

Un’esistenza equilibrata può essere raggiunta quando si riesce a gestire in maniera armoniosa tutti questi aspetti, senza permettere che si vengano a creare delle dannose supremazie.

Generalmente, quando il pensiero del lavoro occupa troppo spazio,  possono innescarsi dei meccanismi che mettono a rischio l’efficacia ed il rendimento professionale.

Quando la realtà lavorativa invade in maniera preminente quella esistenziale, può prendere vita un processo definito “ruminazione”.

Si tratta di un insieme di pensieri insistenti e continui che, non lasciando tregua, impediscono il comportamento attivo e quindi la ricerca di una soluzione.

Problematiche legate all’ossessione del lavoro

Essere afflitti da una catena di pensieri ripetitivi inerenti il lavoro spesso dipende da due fattori:

  • incapacità di analizzare criticamente la situazione;
  • tendenza a sottovalutare le proprie capacità.

La coesistenza di queste sensazioni può condizionare l’individuo fino a spingerlo a mettere in dubbio tutta la sua personalità.

Se tale condizione persiste nel tempo si possono avere conseguenze di vario tipo, quali:

  • diminuita concentrazione ed attenzione per i compiti professionali;
  • innalzamento dell’ansia;
  • sperimentare sentimenti di inadeguatezza, con abbassamento dell’autostima;
  • maggiore vulnerabilità verso agenti stressogeni;
  • alterazione del ritmo sonno-veglia, con episodi d’insonnia;
  • diradamento dei rapporti interpersonali e tendenza all’isolamento.

Strategie per risolvere il problema

Pensare troppo al proprio lavoro può diventare quasi un incubo che non è possibile condividere neppure con i colleghi. A tal proposito  si parla infatti di “co-rumination” che consiste in una specie di contagio negativo interpersonale.

Le possibili soluzioni per cercare di risolvere questo problema consistono in:

  • impegnarsi nell’apprendimento delle skills idonee alla risoluzione dei problemi, ricercando delle possibili alternative;
  • incentivare le attività extra-lavorative, come lo sport, gli hobby, i rapporti interpersonali, gli svaghi in genere;
  • esercitarsi nell’autoriflessione positiva che consiste nel concentrarsi su aspetti gratificanti della propria vita lavorativa ed extra-lavorativa;
  • cercare di applicarsi in altri contesti lavorativi, possibilmente più stimolanti, che siano in grado di ridurre l’impatto emotivo del problema.

 

Dr. Roberto Prattichizzo

Psicologo Clinico – Psicoterapeuta

Dr. Simone Ferrazzo

Psicologo Clinico

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