“Se fai il monello non ti voglio più bene”: gli effetti sull’autostima del bambino

In Psicologia Clinica, Psicologia Clinica Famiglia, Psicologia Clinica Infanzia, Psicologia Clinica Preadolescenti di Centro PSY

Il ruolo dei genitori non è sempre facile.

Spesso il rapporto sereno con i figli viene minato dallo stress e dalla stanchezza, che incombono inesorabili su mamma e papà.

Gli impegni di lavoro, le faccende domestiche e la cura dei figli, si susseguono a ritmi incalzanti e possono produrre ansia e nervosismo negli adulti.

Se l’auspicio è quello che in famiglia vada tutto per il verso giusto, quando i bambini combinano qualche marachella può accadere di esordire in maniera impropria.

“Se fai il monello non ti voglio più bene!” Non è di certo una frase piacevole da sentirsi dire, specie se a parlare sono mamma e papà.

Se questa frase non è occasionale, ma rientra nel metodo educativo delle famiglie, è importante soffermarsi un momento per comprendere quali effetti possa scaturire sulla crescita del bambino.

Che cos’è l’autostima?

Per capire quali conseguenze possano scaturire dalla frase “se non ascolti non ti voglio più bene!” è fondamentale chiarire il concetto di autostima.

L’autostima è la considerazione che ogni persona nutre nei propri confronti.

L’autovalutazione interviene su vari aspetti della personalità di un individuo, sul contesto cognitivo, emotivo e comportamentale.

In definitiva l’autostima rappresenta l’idea che si delinea su se stessi a riguardo del proprio fisico, delle proprie capacità intellettuali, di relazione e sul campo morale.

Chi possiede un buon livello di autostima è portato a prendere in considerazione sia i pregi che i difetti del proprio essere e delle persone che lo circondano.

Un individuo che si sottovaluta prende in esame esclusivamente i difetti e i lati negativi di se stesso e degli altri.

Viceversa una persona con un elevata sicurezza tende a sopravvalutarsi, vedendo in sé esclusivamente i pregi e i valori.

L’autostima è un concetto molto complesso che risulta evidentemente difficile da spiegare ad un bimbo, ma che inconsapevolmente egli impara già da piccolo osservando l’atteggiamento dei genitori.

Mamma e papà, attraverso parole e gesti, forniscono concreti esempi di comportamento che i bambini tendono automaticamente a riprodurre.

Uno dei compiti dei genitori è quello di educare i figli ad avere un’equilibrata valutazione di sé e delle persone che lo circondano.

Come educare i bambini all’autostima

Di certo le frasi del tipo “se fai così non ti voglio più bene” non sono d’aiuto, anzi rimbombano come deleterie e sconvolgenti alle orecchie dei più piccoli.

Per far crescere l’autostima nei bambini è importante incoraggiarli e credere in loro.

Quando un bambino porta a termine una buona azione è bene congratularsi con lui e mostrarsi riconoscenti e felici per il risultato ottenuto (un bel disegno, un giochino riposto in ordine e molto altro).

Il bimbo in questo modo si sentirà soddisfatto del suo comportamento e accrescerà la stima di sé.

Nella vita quotidiana capita spesso di dimenticare di complimentarsi con i figli, conservando tempo ed energie solo per rimproveri e accus, un rapporto che tende a  sottolineare perlopiù carenze ed errori.

Il piccolo non avverte il giusto equilibrio tra pregi e difetti, poiché gli vengono mostrati ed evidenziati solo questi ultimi.

Il focus valutativo nella mente del bambino si sposta dal considerarsi per ciò che è verso una valutazione basata su quello che fa o ha raggiunto, attribuendo quindi un maggior peso alle sue mancanze e non alle sue qualità.

Quali sono gli effetti dell’autostima sui comportamenti

L’autostima non è un concetto prettamente astratto, ma si concretizza in determinati comportamenti che caratterizzano la personalità dell’individuo, anche da adulto.

L’autovalutazione è un elemento fondamentale che condiziona in maniera determinante il comportamento di una persona.

Se tendiamo a sottovalutarci è possibile che avremo un approccio incerto e timoroso con il mondo esterno.

Le paure e i problemi saranno ingigantiti, apparendo come insormontabili e l’insicurezza può spingere alla costante ricerca dell’approvazione altrui.

Amarsi accettando i limiti pone le basi nell’affrontare la vita e le difficoltà che essa cela con determinazione e caparbietà, senza timore di sbagliare. Ci permette di vivere serenamente le relazioni sociali e instaurare rapporti interpersonali positivi.

Per fare in modo che il proprio figlio cresca in maniera sana e serena è fondamentale infondere in lui una buona dose di sicurezza e fiducia in sé, ingredienti necessari per lo sviluppo di una buona autostima.

 

Dr. Roberto Prattichizzo

Psicologo Clinico – Psicoterapeuta

Dr. Simone Ferrazzo

Psicologo Clinico

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