Come ricevere gratificazione sul luogo di lavoro

In Psicologia del Lavoro di Centro PSY

Guadagnarsi il rispetto, la stima e la gratificazione di colleghi e superiori sul luogo di lavoro non è affatto scontato.

Nonostante l’impegno costante, può capitare di vivere sulla propria pelle la fastidiosa sensazione di non essere apprezzati dal punto di vista professionale.

Di conseguenza a risentirne è il carico motivazionale con il quale si affronta la carriera.

Il giusto riconoscimento

Farsi valere sul lavoro non va considerato come un pretesto narcisistico.

È assolutamente normale, quando si entra in relazione con colleghi o superiori (e non accade ovviamente solo in ufficio), cercare sia di stabilire un contatto mostrandosi assertivi, sia avere il desiderio di essere riconosciuti per il proprio valore e contributo.

Sul piano della gestione delle risorse umane alcune aziende programmano degli appositi incontri per far arrivare ad ogni dipendente il giusto riconoscimento.

Credere in se stessi

Ovviamente, per ottenere rispetto bisogna primariamente saper rispettare se stessi,i propri bisogni ed avere fiducia nelle proprie capacità.

Ciò non vuol dire però sentirsi infallibili, ma mostrarsi anche umili e saper riconoscere i propri limiti.

Ci sono persone che hanno concretamente un bisogno più grande, rispetto ad altre, di ricevere apprezzamenti sul proprio lavoro.

C’è chi necessita di riconoscimenti professionali costanti per acquisire sicurezza nelle proprie capacità e avere così la giusta stimolazione a fare sempre meglio.

C’è chi, invece, non sente il bisogno di elogi esterni ma si affida alla propria autostima, che sale quando vengono raggiunti gli obiettivi prefissati.

Non farsi trovare impreparati

Importante è non farsi trovare impreparati e disorganizzati.

Il che significa portare a termine gli obiettivi nei tempi prefissati e magari adottare delle strategie che possano prevenire la procrastinazione.

Nel caso le scadenze fissate dal capo per la consegna di un lavoro siano davvero impossibili da rispettare, occorre trovare il modo più funzionale per farlo presente.

Altrimenti, accettando gli incarichi senza se e senza ma, ci si addossano responsabilità che probabilmente non sarà possibile portare a compimento.

Capire con chi si ha a che fare

Farsi valere sul lavoro può però dipendere molto anche dal capo che si ha.

Eccone un esempio: l’impegno del lavoratore è notevole, i risultati sono stati raggiunti, ma nonostante ciò non si è ottenuto alcun riconoscimento.

Il motivo, presumibilmente, è la prospettiva con la quale il superiore vede i suoi collaboratori.

Se pensa di guidare un gruppo che mira solo al guadagno, è poco probabile ottenere da lui/lei una pacca sulle spalle ed un bel bravo/a.

Viceversa, se il capo ha l’idea che il team ha a cuore i successi imprenditoriali dell’azienda indipendentemente dal ritorno economico, sarà molto più propenso a dispensare elogi, apprezzamenti ed anche eventuali premi.

Non avere paura di farsi valere sul lavoro

Per facilitare l’apprezzamento del proprio lavoro c’è un modo: farne esplicita richiesta al superiore.

Non d’impeto, ogniqualvolta capita di incrociarne lo sguardo, ma in maniera più professionale, chiedendo un appuntamento ed esplicandone anche il motivo: ossia, che si vuole un parere sul proprio operato all’interno dell’azienda.

Non bisogna però partire senza un’adeguata capacità di gestione del verdetto.

Il responso potrebbe non collimare con le proprie aspettative e diventare di difficile metabolizzazione.

La gratitudine porta gratitudine

Farsi valere sul lavoro non prescinde dal portare, a propria volta, riconoscimento e gratitudine verso i colleghi e tutto il personale.

È indispensabile, però, che la carezza sia sincera e gratuita e non mossa per avere necessariamente un tornaconto.

 

 

Dr. Roberto Prattichizzo

Psicologo Clinico – Psicoterapeuta

 

 

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