Genitori e nuove tecnologie: quale atteggiamento con i vostri figli?

In Psicologia Familiare di Centro PSY

Negli ultimi anni i genitori si sono ritrovati di fronte ad un cambiamento epocale: la tecnologia è entrata a far parte sempre di più della vita dei propri figli. Bambini e ragazzi fanno largo uso delle nuove tecnologie per svolgere numerose attività. Un’attività molto comune è il gioco con il cellulare, lo smartphone, il computer con o senza collegamento Internet. Altre attività sono: cercare informazioni nel Web, studiare, ascoltare musica o guardare film, incontrarsi con vecchi o nuovi amici nei Social Network. La Rete permette loro di presentarsi al mondo esterno attraverso un proprio profilo personale, paragonabile ad una vera e propria Carta di Identità.

I giovani di oggi dedicano molto tempo a queste attività e, se non è loro permesso, non vi rinunciano molto facilmente. La casa di un amico può rivelarsi un’ottima alternativa alla propria postazione di casa!

Tuttavia non tutti i genitori hanno colto positivamente questo cambiamento epocale. Vediamo ora quali sono i principali atteggiamenti che si riscontrano nei genitori alle prese con figli sempre più tecnologici.

I diversi atteggiamenti dei genitori di fronte ai figli sempre più tecnologici

Alcuni genitori assumono un atteggiamento “proibizionista”, cioè sono assolutamente contrari all’utilizzo da parte dei propri figli di questi nuovi strumenti tecnologici. Sono genitori che provano una grande antipatia per telefonini, computer e altri apparecchi dell’era digitale, e pretendono di conseguenza che anche i propri figli assumano un atteggiamento di questo tipo. Dietro a questo atteggiamento vi può essere una grande paura di eventuali rischi e pericoli e, quindi, il tentativo di proteggerli impedendone l’utilizzo. Un genitore che assume un tale atteggiamento, spesso, tende a svalutare i passatempi “tecnologici” dei propri figli entrando in una vera e propria lotta di potere: il genitore che rivendica il suo potere decisionale sull’educazione dei figli, e il figlio che rivendica il suo desiderio di apprendere ad utilizzare gli strumenti tecnologici che la società gli mette a disposizione.

Come si può intuire, un atteggiamento di questo tipo viene mal accolto dai propri figli. Ogni comunicazione positiva genitore-figlio viene così a cadere e l’incomprensione regna sovrana.

Altri genitori assumono un atteggiamento “permissivo”, cioè sono favorevoli all’utilizzo da parte dei propri figli di questi nuovi strumenti tecnologici, ma in modo un pò disinteressato. Sono genitori che apprezzano le potenzialità delle nuove tecnologie oppure ne possono essere indifferenti, ma in ogni caso non ostacolano in alcun modo le scelte del proprio figlio. Lo lasciano fare, dandogli piena fiducia e libertà di utilizzo, senza però interessarsi alle loro attività. Tra questi, inoltre, vi possono essere genitori iperprotettivi che, pur di avere i propri figli sotto il proprio sguardo, incentivano passatempi tecnologici da svolgere in casa, pensando che queste nuove tecnologie e in particolare Internet, siano luoghi sicuri.

A questo atteggiamento dei genitori, i figli rispondono con grande gioia, entusiasti di poter fare libero uso di ciò che a loro piace e, di certo, non si lamentano con il genitore “cosi generoso”. Da un punto di vista educativo questa “generosità” appare, però, più come una delega, una deresponsabilizzazione dal proprio ruolo genitoriale. Ad un’apparente armonia genitore-figlio si nasconde indifferenza e mancanza di dialogo.

Un atteggiamento apparentemente simile a quello “permissivo” è l’atteggiamento “investigativo”, proprio di quei genitori che lasciano grande libertà ai propri figli nell’utilizzo delle nuove tecnologie, ma poi vanno a controllare di nascosto le attività che hanno svolto. Apparentemente danno fiducia, ma poi la tolgono perché dubitano e “invadono” lo spazio di autonomia del figlio. Se questo può essere comprensibile e in un certo senso adeguato fino ad una certa età, nell’adolescenza questo atteggiamento si rivela poco adeguato perché appare come un inganno.

I figli adolescenti, una volta scoperta la curiosità dei genitori, si sentono traditi per la fiducia inizialmente riposta, e questo non contribuisce ad accrescere una loro maggiore competenza e responsabilità.

Questi due ultimi aspetti vengono curati soprattutto da quei genitori che adottano un atteggiamento “responsabilizzante”; si tratta di genitori che approvano l’utilizzo da parte dei propri figli delle nuove tecnologie, ma solo a determinate condizioni: età adeguata, dimostrata responsabilità nel loro utilizzo, disponibilità al confronto con una persona adulta. Indipendentemente dalla simpatia o antipatia che loro stessi provano nei confronti di computer, Internet, o cellulari di vecchia o nuova generazione, riconoscono l’importanza e le potenzialità che questi strumenti hanno per i propri figli e, per questo, si impegnano affinché vengano utilizzati con consapevolezza. Si impegnano in prima persona ad imparare il loro funzionamento, chiedono ai propri figli di spiegarlo, oppure instaurano con loro un dialogo sereno e interessato fin dalla loro tenera età, oppure ancora si assicurano che abbiano le corrette informazioni da un esperto, oppure da una persona di fiducia che si possa occupare di questo. Sono genitori, quindi, che forniscono gli strumenti necessari per imparare ad utilizzare questi strumenti che i figli vedono quotidianamente, ma anche le indicazioni utili per tutelarsi da rischi o pericoli.

I bambini o i ragazzi, seppur contrariati per qualche limitazione, sanno apprezzare con il tempo questo tipo di atteggiamento che, dal punto di vista educativo, è il più adeguato. Se sentono che viene loro riconosciuto un importante bisogno, seppur soddisfatto in parte o in tempi diversi da quelli sperati, essi imparano ad essere riconoscenti nei confronti dei genitori e a comprendere il reale significato nascosto dietro i limiti imposti dai genitori. Se si sentono responsabilizzati sono molto più motivati ad un utilizzo consapevole di queste nuove tecnologie.

Conclusioni

L’atteggiamento che un genitore assume nei confronti dei propri figli alle prese con computer, cellulari di nuova e vecchia generazione, Internet ecc, è fondamentale nel determinare un corretto atteggiamento e comportamento dei bambini o dei ragazzi nei confronti delle nuove tecnologie.

Occorre evitare che utilizzino questi strumenti con superficialità o disattenzione, e nemmeno con eccessivo e morboso interesse. Occorre educare i propri figli ad utilizzare questi strumenti con intelligenza e consapevolezza, senza eccessi e con determinati limiti a seconda delle età. E’ importante, quindi, che non venga precluso loro di conoscerli e di utilizzarli perché, se questo è possibile farlo in ambito famigliare, non lo è altrettanto al di fuori delle mura domestiche, essendo queste tecnologie ormai diffuse in ogni contesto; impedirne l’utilizzo significherebbe privarli di strumenti conoscitivi fondamentali per tutelarsi da rischi e pericoli che si possono incorrere.

E’ importante, inoltre, che un genitore che non ha dimestichezza con questi nuovi strumenti si attivi per farsi consigliare dagli esperti cosa è possibile lasciar fare ai propri figli e cosa, invece, li porterebbe a correre dei rischi.

E voi che atteggiamento avete nei confronti dei vostri figli?

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