Perchè la paura dell’autorevolezza

In Psicologia Clinica, Psicologia Clinica Adulti di Centro PSY

La paura dell’autorevelozza è probabilmente il timore che tutti, almeno una volta nella vita, hanno provato nei confronti di qualcuno.

Questo timore, specialmente in ambito lavorativo , tende a manifestarsi nel momento in cui ci si deve relazionare a una persona con un potere decisionale di grado superiore rispetto al proprio.

La paura dell’autorevolezza potrebbe essere sempre presente e soprattutto manifestarsi quando ci si deve appunto relazionare con queste particolari figure.

Come si manifesta la paura dell’autorevolezza

La paura dell’autorevolezza tende a manifestarsi in maniera totalmente differente a seconda della persona che la sperimenta.

Si può presentare cercando di evitare il più possibile i contatti con la persona che intimorisce, provando imbarazzo oppure sperimentando una sorta di incapacità nel rispondere e/o relazionarsi a quella persona.

Una figura autorevole può far tornare alla luce quella sensazione di insicurezza che potrebbe bloccare e impedire di reagire come invece si farebbe nei riguardi di una figura “del nostro stesso livello”.

La mancanza di conoscenze in un determinato campo, la paura di risultare inadeguati, fare brutta figura, rappresentano solo alcune delle motivazioni che fanno in modo che una persona si trovi a vivere questa particolare situazione poco piacevole da affrontare.

Come “sconfiggere” questo timore

Gran parte dell’insicurezza è probabilmente data dall’abitudine di valutarci confrontandoci con le altre persone, operazione che nasce probabilmente come necessità per misurare il nostro valore personale.

Il problema nasce quando quello che hanno fatto o realizzato gli altri diventa l’unico metro di valutazione della propria felicità.

Se per sentirsi bene l’unico prerequisito diventa quello di essere come gli altri, è possibile che si tenderà a sperimentare una condizione di inferiorità e a vivere con la percezione che chi ricopre un ruolo importante sia per certi versi migliore di noi.

Un passo per evitare tutto ciò potrebbe essere quello di imparare a dare valore a sè e agli altri, a riconoscere limiti e punti di forza, potenziando quindi la prorpia autostima.

Se il confronto con gli altri viene fatto senza svalutarsi e neppure sopravvalutarsi può essere visto e vissuto per quello che è realmente, un incontro di due realtà individuali fatte di pari dignità e valore.

Le figure autoritarie fanno timore non per quello che in realtà sono, ma per quello che rappresentano ai nostri occhi. Chi è per noi quella persona? Chi ci ricorda? Quali caratteristiche abbiamo proiettato?

Sconfiggere la paura dell’autorevolezza non è così complessa come operazione da svolgere ma, allo stesso tempo, è un traguardo che si raggiunge a piccoli passi.

Un allenamento importante potrebbe essere quello di imparare a dire no, soprattutto nelle situazioni nelle quali solitamente si è compiacenti, iniziando ad esercitare la propria assertività.

 

Dr. Roberto Prattichizzo

Psicologo Clinico – Psicoterapeuta

 

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